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    Archivio Ottobre 2004

    di bizbiz (18/10/2004 - 10:22)

    dopo quasi un anno ritrovo il mio pusher di libri. è in una strada secondaria, tranquilla, che si ravviva la sera grazie a un locale notturno che punta sulla musica dal vivo. lui è lì, dietro il bancone, con una tazzina di caffè e l'immancabile sigaretta. è vestito di scuro, come sempre da qunado lo conosco: una polo e un paio di pantaloni blu o neri sono la sua divisa. all'interno della libreria, piccola ma modernamente rilassante con colori pastello e luci soffuse-ma-non-troppo, un viavai di gente che non passa soltanto per comprare libri, ma anche per comprare chiacchiere. di fronte c'è un bar, con qualche tavolino fuori. le due poltrone dentro la libreria sono più comode ed essere circondato dai libri mi piace.

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    di bizbiz (14/10/2004 - 11:07)

    soltanto quattro anni fa, sulla strada principale che scorre sotto casa, il traffico c'era. era però ordinato e fruibile per il sistema nervoso di chiunque. ora, con la benzina diventata eterea per quanto vola, ci sono sempre più automobili e conseguente impossibilità di parcheggio (e sarebbe quasi fisiologico), ma anche di circolazione. provate a prendere un caffè al bar: dovete lottare coltello tra i denti per uno spicchio di asfalto da occupare in flagrante (anche fragrante, se penso al cornetto da divorare) divieto di fermata.

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    di bizbiz (13/10/2004 - 22:21)

    una volta l'alitalia sui voli tardo-pomeridiani "offriva" uno straccio di minipanino, normalmente freddo, ma sufficiente a dare ai succhi gastrici l'impressione di essere soddisfatti. ora invece l'unica cosa commestibile è lo snack, dolce o salato, ma ugualmente inutile. meglio ingurgitare qualcosa prima di salire sull'aereo.
    simpatica la signora che prendeva a calci le borse del marito in aeroporto a Linate. credo che avesse qualche malattia nervosa, il marito osservava e rimetteva le cose in ordine, senza mostrare alcune turbamento, se non forse l'imbarazzo di doversi sentire svariate decine di sguardi addosso.
    in linea con la media la presenza in aereo di giovani donne in carriera, con talleur pantalone attillato o gonna appena sopra il ginocchio. tutte ben curate, con lo sguardo fiero, la borsa del pc e alcune pratiche studiate in aereo. tutto normale, tutto forse un po' triste. e poi la solita sinfonia di telefonini ultimo modello sfoderati nelle file e impugnati come pistole appena l'aereo si ferma. alcuni voli ormai non si fermano più al finger, ma ti lasciano in mezzo a qualche area di parcheggio, con un autobus largo quanto quattro automobili pronti a caricarti, previa - naturalmente - attese snervanti che ormai non snervano più nessuno. sono tutti assuefatti alla vita scontata del pendolare di lusso.

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    di bizbiz (09/10/2004 - 10:58)

    è tempo di bilanci. il tempo è uggioso e chissà perchè mi viene sempre in mente quello splendido album di Lucio Battisti. va be', il fatto è che un altro trimestre è finito e il nervosismo serpeggia negli uomini-vendita, quelli capaci di prostituirsi per un pezzo venduto in più.

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    di bizbiz (07/10/2004 - 09:16)

    mi guardo in giro e su cinque persone ne vedo tre al cellulare che parlano del più e del meno (più probabilmente del meno), una armeggia sul pc portatile, alle prese con lo strumento di schiavitù più in voga nel mondo del lavoro impiegatizio: MS Powerpoint. l'aereo è in ritardo, più o meno clamoroso. ancora più clamoroso è il motivo, guasti ripetuti del radar dell'aeroporto.
    impiegati aeroportuali vagano nei corridoi, schivando gli assalti dei passeggeri che non parlano al cellulare e non creano slides con Powerpoint.

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    di bizbiz (06/10/2004 - 10:32)

    La signora accanto a me si rifaceva il trucco. Elegante nel suo talleur chiaro e decolletè con tacco appropriato. Era sulla poltrona centrale della sesta fila. Alla gentile richiesta dello steward risponde “succo d’arancia, per favore”. Certo, come tradire l’ansia salutista? La Repubblica distesa sulle gambe nude infreddolite dall’aria condizionata, continuava a sgualcirsi, fino alla naturale discesa verso il basso della poltroncina.

    Nebbia. E sì, siamo ad ottobre e Milano non vuole tradirsi. Gli uffici sono vuoti, la gente è chiusa nel traffico in tangenziale.

    La macchinetta del caffè è un approdo sicuro.

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    di bizbiz (05/10/2004 - 15:40)

    delirio da multinazionale. tastiere che fumano, telefoni che lampeggiano, business che avanza. salute che se ne va.

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    di bizbiz (04/10/2004 - 11:05)

     ho letto un bell'articolo-marchetta su Giorgio Faletti sull'ultimo numero di Magazine del Corriere della Sera. come sarà questo sicuro successo dell'ex Vito Catozzo?

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    di bizbiz (04/10/2004 - 10:59)

    http://bodycopy.clarence.com è uno dei blog che preferisco. ironico, sarcastico, si muove nei mutevoli confini di una società di servizi del terziario più avanzato. cliccateci sopra, vedrete la novità che non riesco a spiegarmi.

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    di bizbiz (03/10/2004 - 22:55)

    ho ritirato la nuova automobile. adesso anche io potrò essere definito un figlio del capitalismo più bieco e violento, direi quasi un ottimismo da unieuro.

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